Riflettiamo un pò sugli specchi

Il simbolo dei simboli

Lo specchio: oggetto che, nell’Arte, si è prestato a innumerevoli interpretazioni e allegorie. Da sempre (o almeno da quando esiste) è simbolo di superbia e vanità, ma anche di saggezza. Oggetto diabolico in molti casi o con proprietà magiche.

Oskar Zwintscher, secolo XX
Osker Zwintscher, secolo XX

Sdoppia l’immagine reale e ci svela un mondo ideale, immaginario.

Will Barnet, secolo XX
Will Barnet, secolo XX

Mondo divino, astratto, contemplativo: lo specchio può essere definito una porta di accesso alla dimensione spirituale.

Julia Lillard, secolo XXI
Julia Lillard, secolo XXI

Dalla forza evocativa dell’immagine riflessa in uno specchio, l’Arte figurativa ha attinto instancabilmente nel corso dei secoli.

René Magritte, secolo XX
René Magritte, secolo XX

Cagnaccio di San Pietro, secolo XX
Cagnaccio di San Pietro, secolo XX

Il tema a cui lo specchio ha dato il maggior contributo in chiave simbolica è certamente quello della Superbia, dell’amore eccessivo di sé, del rifiutare i limiti della condizione umana imposti dalla legge della natura.

Chris Peters, secolo XXI
Chris Peters, secolo XXI

Il questo caso, lo specchio è l’oggetto di vanità che sta ad indicare l’effimera parabola dell’esistenza.

“Vanitas”, Pieter Claesz, secolo XVII

Galleria delle Vanità…


Tema estremizzato da connotati demoniaci nella pittura fiamminga rinascimentale, come ad esempio nei deliri fantastici di Hieronymus Bosch.

Particolare tratto dal “Giardino delle Delizie”, Hieronymus Bosch, secolo XV

Ma lo specchio è stato anche interpretato da molti artisti come simbolo di prudenza: esso allude, in molte opere, all’arma dell’intelligenza nelle quotidiane battaglie contro le avversità.

“La prudenza”, Giovanni Bellini, secolo XVI

  Nell’iconografia medioevale e rinascimentale, la donna che si guarda allo specchio evoca invece la conoscenza di sé, elemento indispensabile per poter scegliere il più giusto e virtuoso percorso esistenziale.


Affascinante virtuosismo

 

Jacqueline Osborn, secolo XX
Jacqueline Osborn, secolo XX

Per ogni artista però, la rappresentazione dello specchio è indubbiamente una sfida tecnica con la quale è difficile non misurarsi.

Harold Gresley, secolo XX
Harold Gresley, secolo XX

Stuart Pearson Wright, secolo XXI
Stuart Pearson Wright, secolo XXI

Roy Lichtenstein, secolo XX
Roy Lichtenstein, secolo XX

Nicolaas van der Waay, secolo XIX
Nicolaas van der Waay, secolo XIX

Norman Charles Blamey, secolo XX
Norman Charles Blamey, secolo XX

Paul Delvaux, secolo XX
Paul Delvaux, secolo XX

Jean Etienne Liotard, secolo XVIII
Jean Etienne Liotard, secolo XVIII

Pablo Picasso, secolo XX
Pablo Picasso, secolo XX

Anish Kapoor, Installazione, secolo XXI
Anish Kapoor, Installazione, secolo XXI

Giochi illusionistici mirabolanti ed effetti di intenso realismo hanno reso alcuni dipinti celeberrimi. Si pensi allo specchio degli “Sposi Arnolfini” di Jan van Eyck. O a “Las Meninas” (Le damigelle d’onore), famoso quadro di Diego Velazquez, in cui il magistrale esercizio illusionistico ha ispirato generazioni di artisti.

Diego Velazquez, secolo XVII
“Las meninas”, Diego Velazquez, secolo XVII. Velazquez si ispirò chiaramente al ritratto dei coniugi Arnolfini dipinto due secoli prima da Jan van Eyck. Il pittore spagnolo ebbe modo di studiarlo dal vero, poichè il celebre dipinto fiammingo, nel XVII secolo, si trovava proprio a Madrid. Nell’opera di Velazquez, il pittore si autoritrae con pennello e tavolozza nell’atto di immortalare sulla grande tela i reali spagnoli. Ma la loro presenza è rivelata soltanto grazie allo specchio posto al fondo della sala, in cui si riflettono i loro volti.

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Particolare del dipinto di Velazquez

“I coniugi Arnolfini”, Jan van Eyck, secolo XV. Sulla parete di fondo, lo specchio convesso riflette i due sposi e il pittore stesso, il quale fa coincidere il suo “punto di vista” sulla scena che ha di fronte, con il nostro.

A Velazquez e a van Eyck e al loro virtuosismo, si ispirerà nel XX secolo anche Salvador Dalì con il suo noto “ritratto stereoscopico”, nel quale ritrasse sé stesso e la moglie Gala.

Salvador Dalì, secolo XX
“Ritratto stereoscopico”, Salvador Dalì, secolo XX


 

 

 

 

 

Francesco D'Agosto Written by:

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