Viva è la natura morta

Caravaggio, secolo XVI

 

Il fascino dell’immobilità

La fortuna fa brillare le nostre virtù e i nostri vizi, come la luce fa brillare gli oggetti    Francois de La Rochefoucauld

 

Roy Lichtenstein, secolo XX

Il genere “natura morta” prende “vita” in epoca romana. Celebri sono gli affreschi pompeiani nei quali vengono illustrati i doni augurali di frutta offerti agli ospiti. Ma è con il tardo Rinascimento (e dunque con gli espliciti riferimenti dell’arte al mondo classico) che questa tipologia di soggetti acquista nuova luce. Per divenire, forse, il tema per eccellenza nel corso del XVII secolo.

Francisco de Zurbaran, secolo XVII

L’Arte caravaggesca che da Roma irradiò tutta l’Europa del seicento, nobilitò la rappresentazione delle cose inanimate, talvolta dei più banali oggetti della quotidianità.

Willem van Aelst, secolo XVII

Una banalità ingannevole, poiché gli oggetti e soprattutto i vegetali che generalmente impreziosivano questi dipinti, assumevano valenze fortemente simboliche. Diventavano metafore dell’inesorabile trascorrere del tempo, della caducità della vita, del perpetuo flusso dell’esistenza.

Jean Baptiste Simeon Chardin, secolo XVIII

Gli oggetti che definiamo belli sono versioni delle persone che amiamo    Alain de Botton

Neil Nelson, secolo XXI

Tra un fiore colto e l’altro donato l’inesprimibile nulla    Giuseppe Ungaretti

Edouard Manet, secolo XIX

Henk Helmantel, secolo XXI

 

Natura morta, viva più che mai

Dal secolo del Barocco in poi, questo genere pittorico è stato affrontato da ogni artista, di qualunque paese, epoca e stile espressivo. Dalle intime atmosfere suggerite nelle opere di Jean Baptiste Chardin, alle scomposizioni cubiste di Picasso e Braque. Dalle colme tavole imbandite dei tenebrosi fiamminghi, alla sintesi formale della Pop Art.

David Grey, secolo XXI

Secondo la luce da cui sono colpiti, anche gli oggetti cambiano carattere, temperamento, umore    Alessandro Morandotti

Pablo Picasso, secolo XX

Larissa Morais, secolo XXI

Forse solo il silenzio esiste davvero    José Saramago

Salvador Dalì, secolo XX

David Cheifetz, secolo XX

Gli oggetti son cose che non dovrebbero commuovere, perchè non sono vive    Jean Paul Sartre

Kenne Gregoire, secolo XX

Ottorino De Lucchi, secolo XX

Ecco cosa facciamo noi esseri umani: ci trasformiamo in oggetti. E gli oggetti in noi stessi.

 

Fortunato Depero, secolo XX

Sydney Bella Sparrow, secolo XXI

Jeffrey T. Larson, secolo XXI

Felice Casorati, secolo XX

Giorgio Morandi, secolo XX

Vincent van Gogh, secolo XIX

Piet Mondrian, secolo XX

E’ probabile che esista attrazione anche fra cose e oggetti. La persona sensibile lo avverte e li accosta    Alessandro Morandotti

Simone del Tintore, secolo XVII

Maurice de Vlaminck, secolo XX

Paolo Quaresima, secolo XXI

Antonio Bueno, secolo XX

Frida Kahlo, secolo XX

Andy Warhol, secolo XX

René Magritte, secolo XX

Luis Melendez, secolo XVIII

Paul Gauguin, secolo XIX

David Hockney, secolo XXI

Ralph Goings, secolo XX

Carol Marine, secolo XXI

Renato Guttuso, secolo XX

Jacqueline Gnott, secolo XXI

Israel Hershberg, secolo XXI

Raoul Dufy, secolo XX


 

 

Francesco D'Agosto Written by:

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