C’era una volta un drago…

I mille volti di un mostro

Regale, invincibile, venerato. Ma anche infido, maligno. Temuto.

Il Drago è tra tutte le creature concepite dall’immaginario dell’uomo, una di quelle che includono più significati allegorici, molteplici e talvolta opposti.

Jeff Nishinaka, secolo XXI

Da animale soprannaturale dispensatore di fortuna e prosperità, nell’interpretazione orientale, a mostro malefico, impuro, figura demoniaca per eccellenza, nella cultura occidentale. Una valenza simbolica composita, positiva o negativa a seconda del luogo e del tempo, che nel corso della storia l’Arte ha illustrato incessantemente.

Nella cultura dell’estremo oriente, il Drago è strettamente legato all’immagine dell’imperatore.

Chen Rong, dinastia Song, 960-1179 d.C.

Racchiude in sé la potenza che viene dal divino, dal trascendente, la magnanimità e la generosità, e al contempo un’indomabile e impietosa ferocia espressa contro ogni possibile nemico,  contro chiunque osi mettere in discussione l’infallibilità del sovrano.

Il Drago in un’illustrazione giapponese

Nelle civiltà mesopotamiche il Drago appare spesso come guardiano presso le grandi porte di accesso ai luoghi sacri. Forte e fedele custode al servizio dell’uomo, anche in questo caso.

Il serpente-drago, simbolo di Marduk (Il Re degli Dei), divinità protettrice dell’antica Babilonia.

 

Il Drago qui da noi

Creatura elusiva e misteriosa, nell’immaginario della cultura occidentale, la figura del Drago allude all’ignoto, all’imponderabile. E dunque è stato caricato, nei secoli, di un’accezione negativa. Tanto che la sua immagine è stata fatta coincidere con la rappresentazione delle forze demoniache.

Illustrazione per il genere letterario “Apocalisse”, Francia, secolo XIII

E’ il serpente tentatore dell’Eden che, filtrato attraverso intrecci culturali ed iconografici (ad esempio quelli tra paganesimo greco-romano, cristianesimo e tradizioni del vicino oriente), ha assunto, a partire dall’Alto Medioevo, la forma del rettile mostruoso che conosciamo. Ed è la bestia dell’Apocalisse: il mostro a sette teste e dieci corna che tenta invano di impedire il realizzarsi della storia della salvezza.

San Michele Arcangelo e il drago, chiesa di Mont Saint-Michel, Francia

Frequente, a partire dall’ XI e XII secolo, la rappresentazione di San Michele che trafigge il demonio sotto le sembianze del Drago. Soggetto, quello del santo, emblema di vittoria sul male, che troverà nella storia dell’arte numerosissime e celeberrime raffigurazioni.

Gustave Moreau, San Giorgio e il drago, secolo XIX

Molto note sono anche le immagini che illustrano altri santi cristiani, quali San Teodoro, San Demetrio, Santa Margherita d’Antiochia e soprattutto San Giorgio, rappresentato nell’atto di uccidere il Drago.

Giorgio Vasari, San Giorgio e il drago, secolo XVI

Giorgio, il soldato greco che la leggenda vuole arruolato nell’esercito di Diocleziano, all’invito dell’imperatore romano di compiere un sacrificio agli dei, si rifiuta, essendo lui di fede cristiana, subendo in questo modo l’atroce martirio che lo condusse alla santità.

San Giorgio e il drago, chiesa di Santa Caterina, Lubecca. Secolo XV

L’idolatria pagana, in questo caso, è stata dunque tradotta in immagine con la figura del drago, trafitto mortalmente dalla forza morale e dalla devozione cristiana di San Giorgio.

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Gli impavidi cavalieri

Nella letteratura cavalleresca, la figura del santo militare venne sostituita da quella del cavaliere, pronto a sacrificare la propria vita per gli ideali di libertà, purezza e devozione a Dio.

Adolphe Pierre Francois Leofanti, Ruggiero libera Angelica, secolo XIX

E il drago favoloso (la cui accezione negativa rimase inalterata), trovò spazio in una cornice di fiaba cortese, in cui l’elemento favolistico divenne funzionale allo sviluppo del racconto. Numerose le raffigurazioni dell’episodio tratto dall’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, narrante la vicenda di Ruggiero che libera Angelica dalle spire del drago.

 

Miti e leggende

 

Il Ponte del Drago, a Lubiana, in Slovenia. Secolo XX

Dal XIX secolo in avanti, l’Arte ha attinto a piene mani nel mito di questa fantastica figura, letta sempre meno in chiave cristiana, ispirandosi piuttosto alla mitologia classica o riproponendo le storie della letteratura cavalleresca.

Frederic Leighton, Perseo libera Andromeda dal drago marino, secolo XIX

Fino ad arrivare alle suggestive immagini per il genere “fantastico”, così tanto in voga nella letteratura illustrata dei nostri giorni.


Francesco D'Agosto Written by:

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