Ricchezze in penombra

Alla scoperta del Museo Sartorio

Il patrimonio storico e artistico italiano, si sa, è sconfinato. E forse proprio questa abbondanza di luoghi dal grande richiamo turistico fa si che alcuni di essi sfuggano all’attenzione di molti. Troppi.

Il Museo Civico Sartorio, a Trieste, è certamente fra questi.

Percorrendo le strette vie del centro cittadino, è facile imbattersi nell’elegantissima villa che ospita le collezioni d’arte di Pietro Sartorio e di suo figlio Giuseppe, abili e ricchi mercanti nella Trieste del XIX secolo.

Carlo Wostry, ritratto di Pietro Sartorio

L’edificio fu eretto a fine settecento ma quasi completamente ricostruito nei decenni successivi in stile neoclassico. L’ultima erede della famiglia Sartorio, nel 1947, donò la villa e tutte le meraviglie in essa contenute, alla sua città. Tutto è stato accuratamente mantenuto in perfetto stato di conservazione e dunque le sale del palazzo sono ancora visibili al pubblico con i loro originali arredi ottocenteschi.

Sala dei ritratti

Di grande interesse sono la ricchissima quadreria, gli argenti, i gioielli, i tappeti e una moltitudine di oggetti (anche di uso quotidiano, come è possibile vedere nelle cucine del palazzo), appartenuti per oltre un secolo alla famiglia.

 

La cucina

 

Le grandi acquisizioni

Il museo, nel corso dei decenni, è stato arricchito da altri importanti lasciti da parte di alcune facoltose famiglie triestine e di diversi collezionisti d’arte.

Sala della caccia

Ad esempio, in alcune sale del palazzo è possibile ammirare la collezione Rusconi-Opuich, costituita da oggetti di varia tipologia quali disegni, dipinti, stampe e argenti.

La collezione Rusconi-Opuich

Un’eccezionale donazione al museo, nel secolo passato, fu quella che permise l’acquisizione del Trittico di Santa Chiara“, opera del XIV secolo attribuita a Paolo Veneziano.

Il Trittico di Santa Chiara, inizi del XIV secolo

Brillante fu poi la decisione del Comune di Trieste di esporre un significativo nucleo di sculture in gesso (di proprietà dei musei civici cittadini e mai esposti al pubblico in precedenza) proprio all’interno del museo Sartorio, ampliando così la già pregevole collezione.

La gipsoteca del museo

Giuseppe Sartorio, che ereditò dal padre Pietro la grande passione per l’arte, ha lasciato la raccolta forse più prestigiosa conservata nel palazzo: i preziosi disegni di Giovan Battista Tiepolo. Oltre 250 opere grafiche di indiscutibile rilievo, tra le più ammirate del grande artista veneziano.

Uno dei numerosi disegni di Giovan Battista Tiepolo conservati nel museo

Notevoli, per varietà e numero, la collezione di ceramiche italiane dal Medioevo al Novecento e quella di gioielli. E infine la biblioteca, che raccoglie circa sei mila volumi antichi.

La biblioteca

Villa Sartorio è dunque uno dei tanti luoghi della nostra storia, un pò ai margini dei classici circuiti turistici, che meritano di essere conosciuti e maggiormente valorizzati.

 

 

 

 

Francesco D'Agosto Written by:

One Comment

  1. Maria Cascella
    18 luglio 2017
    Reply

    Ci voglio andare, grazie per la segnalazione

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