Risate d’autore

Ehi…ma quanti volti seriosi!

Vi siete mai chiesti perché nella storia del ritratto, i volti dei personaggi immortalati sono quasi sempre seri?

Oggi non ci facciamo molto caso. Di fronte ad una macchina fotografica, la prima cosa che si fa istintivamente è quella di sorridere. Spesso mostrando tranquillamente i denti. Apparire felici ci rende più attraenti agli occhi di chi osserva la fotografia e riusciamo a far passare l’idea di essere sicuri di noi stessi, affrancati da ogni genere di problema e dunque interessanti.

Artista ignoto, secolo XXI

Ebbene, in passato, farsi ritrarre da un pittore con un’espressione divertita, ridendo con i denti in evidenza, era un segno di assoluta mancanza di autocontrollo. Così come un pò tutta la gestualità legata alle emozioni.

Jacob van Moreelse, secolo XVII

Diversamente dal “sorriso” appena accennato, che appare in alcuni ritratti rinascimentali (come non ricordare la Monna Lisa, sebbene si tratti di una mimica facciale molto rara in pittura fino all’età barocca), la risata appariva soltanto sul volto di demoni, personaggi allegorici e negativi, figure caricaturali, grottesche. Soggetti ben lontani dalla ieratica solennità pretesa invece nei ritratti ufficiali.

Jacob van Oostsanen (attr.), secolo XVI

Nel XVII secolo, nella ritrattistica, ma in generale anche in altri temi pittorici, la risata accompagnò con molta più frequenza un certo tipo di personaggi: i poveri.

Jusepe de Ribera, secolo XVII

Il caravaggismo o comunque la pittura “della realtà”, stile predominante per tutto il ‘600, raccontò con straordinaria efficacia la piccola quotidianità dei ceti sociali più bassi, degli umili.

Gerrit van Honthorst, secolo XVII

Goliardiche e conviviali feste popolane. Suonatori di strada, bambini; spesso uomini ubriachi che ridono sguaiatamente in misere bettole.

Frans Hals, secolo XVII

Erano questi i soggetti prediletti da moltissimi artisti, in particolare nell’Europa del Nord. Nei grandi ritratti aristocratici invece, la serietà dei volti immortalati restava il modello indubbiamente più seguito.

Prima galleria di immagini…

Un nuovo significato

Nei due secoli successivi la formula del ritratto mantenne pressoché immutate le sue regole.

Philip Maliavin, secolo XX

Sarà soltanto il ventesimo secolo a scardinare questo schema millenario e ad attribuire a volti sorridenti e allegri una simbologia decisamente diversa, contraria addirittura a quanto creduto in precedenza. Indubbiamente il ridere, nell’arte, acquista un significato positivo e di grande efficacia comunicativa ed espressiva. E anche nella ritrattistica ufficiale, oggi regno incontrastato della fotografia, non può mancare, nemmeno sul volto più aristocratico ed elitario, il più solare dei sorrisi.

Abram Arkhipov, secolo XX

 

Seconda galleria di immagini…



 

 

 

 

Francesco D'Agosto Written by:

2 Comments

  1. Katia
    11 luglio 2017
    Reply

    Ciao!
    Complimenti, il tuo blog mi piace molto.
    Interessante!?

    • Francesco D'Agosto
      11 luglio 2017
      Reply

      Grazie!

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